mercoledì 6 dicembre 2017

Faust, ancora

Faust parla con Mefistofele, ma ha la sensazione di dire più di quanto sia dovuto, più di quanto sia legittimo esprimere in presenza di un diavolo. È turbato dalla consapevolezza, del tutto interiore, di stare perdendo se stesso nel momento esatto in cui ha deciso di parlare e spiegarsi. Faust deve continuamente ripetersi che non esiste un mondo interiore, che lui non lo ha e che quindi non deve temere di rivelarlo mediante il suo discorso - ma il ripetersi mentalmente questa cosa gli fa supporre che un mondo interiore esista, altrimenti a chi il suo discorso si rivolgerebbe? Dirsi che non esiste qualcosa che appare nel momento in cui lo si dice è la grande trappola che imbozzola Faust, consegnandolo mani e piedi al male.

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