mercoledì 29 dicembre 2021
Hegel
mercoledì 22 dicembre 2021
Il cane insanguinato
Il barboncino ha le zampe davanti macchiate d’un rosso sospetto – sul pelo bianco risalta e offende l’occhio. Come può un cane innocuo essere causa di sangue e morte? Forse ha solo rovistato nel canale di scolo della macelleria in cerca di un osso con un po’ di carne da rosicchiare, senza sapere che non è un cibo adatto. Ancora, non sarebbe male, se quel cane non abbrancasse le caviglie dei passanti in preda a certi istinti mai del tutto sopiti, alquanto ridicoli in un cane di quella fatta. Ma la presa è salda, forte, e non si stacca con un semplice scrollare di gambe: essa tiene, e perdura. Scelta la vittima fra gli avventori del mercato non l’abbandona più. Con fatica ci se ne libera, e ogni volta si riavvicina, rifacendo quella presa a trucco (lo fa quando si è distratti, impegnati negli acquisti) tanto che lo si deve allontanare a calci leggeri ma decisi, senza farsi vedere dagli astanti che certo biasimerebbero tale condotta verso un cagnolino indifeso.
mercoledì 15 dicembre 2021
Donna senz'ombra
Ella beve d’un fiato l’acqua nel bicchiere, e una mosca le rimane impigliata fra le labbra. Non sa ancora che è un insetto, crede che sia un velo di polvere sull’acqua ferma, se ne accorge soltanto sputando via l’impaccio. Nel farlo, si sente così piena di sé che il corpo le rifiorisce di desiderio. Che altro fare, si dice, se non sentirselo pieno e pesante, con la carne che preme sui vestiti attillati come una fasciatura che si scombina al più piccolo movimento. Ecco, con una piccola torsione del busto scopro alcuni centimetri di pelle. Uscirò subito in strada per sentire ancora gli sguardi su di me che mi spogliano – è l’unico modo per non morire, ora che ho visto la mia anima volare via come una mosca. Ma era davvero la mia anima o era un’oppressione? Forse era un’impressione.
mercoledì 8 dicembre 2021
Aerei che cadono
mercoledì 1 dicembre 2021
Gli anni
mercoledì 24 novembre 2021
Bice
mercoledì 17 novembre 2021
Le note iniziali
mercoledì 10 novembre 2021
Verso sud
mercoledì 3 novembre 2021
Dietro la maschera di Isaia
mercoledì 27 ottobre 2021
Le 6 e 39
mercoledì 20 ottobre 2021
La disposizione mutata
mercoledì 13 ottobre 2021
Giallo
mercoledì 6 ottobre 2021
Il nome dell'Imperatore
mercoledì 29 settembre 2021
B / N
L’amore fra due pezzi di segno opposto, come il Re bianco e la Regina nera, conduce a situazioni difficili da sostenere, come la pressione della schiera di pedoni, non importa di quale colore, che ostacola l’avanzata. Fra i due amanti si erge una muraglia fatta non di cose ma di persone, anche solo un Cavallo o un Alfiere, o, peggio, l’altra Regina: la Donna, messa così nel mezzo della scacchiera, impedisce l’incontro fa i due. Ci vorrebbe tempo, e intimità per svolgere il groviglio che angustia i due amanti, ma il tempo è proprio ciò che manca. Possono solo appartarsi un momento ai bordi del campo e conversare a monosillabi, più con gesti violenti che con parole altrettanto violente, sperando che con ciò l’espressione dei sentimenti sia completa. Non lo è, naturalmente: dopo anni di partite non giocate rimane loro difficile riprendere il discorso interrotto in un punto ormai dimenticato. Così, si gettano l’uno addosso all’altra, serrati, spingendosi ai bordi ferrati del campo, lui attaccando e lei retrocedendo, sperando di concludere. Ma tempo e memoria sono adesso entrambi cancellati, e sebbene questo incontro sia stato desiderato da entrambi, adesso si rendono conto dell’inutilità di questa partita che, però, per come stavano le cose, non poteva più essere rimandata.
mercoledì 22 settembre 2021
Città di mare
mercoledì 15 settembre 2021
Konrad
mercoledì 8 settembre 2021
La casa
mercoledì 1 settembre 2021
Il figlio maggiore
mercoledì 25 agosto 2021
Amerika
mercoledì 18 agosto 2021
La fiala
mercoledì 11 agosto 2021
Il richiamo
mercoledì 4 agosto 2021
Gusci
Dopo una magia o più propriamente dopo una guerra nucleare che tutto ha bruciato, i corpi si ritroveranno risorti e lucidi, nuovi come se la pelle si fosse smaltata a quel fuoco senza paura di ossidarsi o di invecchiare (e dopo ciò che è avvenuto, mai più decadimento si presenterà), provvisti di gesti e azioni che si adattano più che bene a quella nuova veste: sessualmente attraenti, passeggeranno nudi, sciorinando i nuovi trucchi che nel frattempo hanno imparato senza intelligenza o fatica. E le occasioni d’incontro, una volta frequenti, si addenseranno come un’unica e sola consuetudine: ci si vedrà, a coppie o a terzetti, e nell’incontro si vomiterà ogni volta quella sequenza di gesti e contorsioni che il fuoco ci ha donato come ultima occasione. È un incantesimo, solo eccitazione e soddisfacimento, tensione e rilascio senza alcun pensiero che lo abiti o lo guidi. Ogni volta, ovvero ogni incontro, sarà la stessa, identica alla precedente; ma quella sequenza di gesti ogni volta mostrata come un sacchetto di diamanti gettati su un panno nero con noncuranza (e la luce che risplende su quei corpi nuovissimi la ricorda un po’, quella luminosità delle pietre) non avrà altro significato che sé stessa. Nessun io vi starà dietro o sopra: niente dimostrerà che in quelle nuove capacità risieda una coscienza in grado di unificare le esperienze sotto un concetto comune o una sintesi. Non se ne accorgono, intenti come sono: dietro a quei muscoli lustri, ogni tanto chiama una voce flebile, ma nessuno ci fa attenzione. Tutt’al più, ci sarà un lieve disagio, subito ricoperto dall’eccitazione dell’orgasmo.
mercoledì 28 luglio 2021
Strindberg on the beach
mercoledì 21 luglio 2021
Ad infinitum
mercoledì 14 luglio 2021
La promessa
mercoledì 7 luglio 2021
Il male interno
mercoledì 30 giugno 2021
India
mercoledì 23 giugno 2021
La confessione
mercoledì 16 giugno 2021
A, Uno e Primo
mercoledì 9 giugno 2021
Il censimento
Dopo averla compilata in ogni sua parte, la scheda del
censimento va consegnata in cancelleria. O meglio, in cancelleria ci si deve
rivolgere al banco centrale per sapere in quale sala recarsi per la consegna.
Il palazzo della cancelleria, costruzione composita, ricorda all’interno il
cortile di una scuola o di una caserma, o anche un tribunale o un carcere, con
i vari padiglioni e scale che si irraggiano dal cortile stesso. Vi si arriva
quasi senza accorgersi di aver varcato una soglia: una volta dentro, le
direzioni si equivalgono. Per questo è stato istituito il banco centrale delle
informazioni: vero banco di legno massiccio come quelli usati nelle segreterie
del secolo scorso. Lì, zelanti funzionari danno indicazioni e direzioni a chi
vi si reca, chiarimenti preziosi sui moduli e su come si compilano, trucchi
astuti su dove consegnarli per risparmiare tempo. I corridoi del palazzo sono
così complessi e labirintici che le loro indicazioni sono più che necessarie.
Li si avvicina timidamente porgendo loro i documenti da presentare; e loro,
senza quasi nemmeno degnarli di uno sguardo (sanno tutto così perfettamente che
un’occhiata gli basta per capire) pronunziano una parola che è il numero della
stanza, il corridoio, l’ala, il padiglione: ogni stanza ha un nome preciso, ma
come arrivarci da quel banco, visto che ogni stanza, corridoio, ala e
padiglione è uguale all’altro? Non è affar loro: già eseguito il compito con la
pronuncia di quel nome, cercano con lo sguardo il prossimo nella fila,
anch’egli in cerca del suo luogo, dove consegnerà le sue carte, i documenti.
Le schede del censimento hanno da essere compilate in
ogni parte, come si è detto, non per un senso di completezza richiesto
dall’operazione stessa di conteggio, ma perché ogni scheda individuale deve
coincidere con le schede individuali ad esso contigue: la scheda del figlio
deve corrispondere a quella dei genitori, quella del marito alla moglie, quella
del fratello alla sorella, del dipendente al padrone, del cliente al venditore;
e sapendo che ognuno di noi è di volta in volta (ad esempio) figlio, marito,
fratello, dipendente e cliente, si capisce quanto precisa debba essere quella
compilazione. Il risultato che l’unione di quelle schede darà sarà la
fotografia perfetta ed esatta della popolazione in un preciso attimo della sua
storia. Si comprende perché la consegna delle schede sia preceduta dal febbrile
ricontrollo di quello che si è scritto. Con vero timore l’uomo si avvicina al
banco, dopo aver tentato per conto proprio di capire, dalle scarse indicazioni
presenti nel cortile (un cortile labirintico, pieno di anfratti e trappole,
così pieno di cose da non parere più nemmeno un cortile, un luogo dove
orizzontarsi è difficile, visto che a ogni passo l’orizzonte muta, un posto
dove se si entra in coppia uno dei due si perderà) quale sia la stanza dove
consegnare quei fogli preziosi; li porge all’addetto chinando il capo,
supplicando con la mano tesa che gli dica dove finalmente andare. Costui guarda
svogliatamente il foglio e poi dice:
-Dépendance!
Neanche nel palazzo, dunque, è ammesso, ma fuori,
lontano dal corpo centrale delle istituzioni. Vale così poco che è espulso come
un corpo estraneo. Avrebbe fatto prima a perdersi, in quel cortile, e non
trovarsi mai più.
mercoledì 2 giugno 2021
Le nonnine incipienti
mercoledì 26 maggio 2021
La grazia
Quello che dico lo dico per farmi capire in un certo modo, e questa storia non è diversa da quel modo, in cui le cose non possono esser dette per come appaiono: non esistono parole adatte per questo. Le si dovrebbero inventare, ma poi non si sarebbe sicuri di essere capiti.C’è dunque un uomo volante: è pittato da cima a piedi, e parla una lingua affabile, gentile. Parla di ciò che senza impegno si vuol sentire, travestendo il suo dire cortesemente, in modo che la sua presenza non urti né abbagli. Dice cose che potrebbero dire tutti, ma costui le porge con garbo, e così molti l’ascoltano. Con lui non c’è difetto di lingua: la tua anche lui la capisce.Se c’è un uomo volante, ci dovrà essere ugualmente una donna, volante anch’ella, però dipinta internamente. Ma lei non parla gentilmente, e nemmeno in una lingua comprensibile: il dialetto che usa è sempre altro da ciò che ci si aspetta. Dice cose che sulla poltrona scomodano, e fanno venire i nervi alle gambe. Lei dà la chiave per accedere alla grazia.Le immagini di cui egli è tatuato non sono comprensibili: il significato di quei simboli lo ha dimenticato da tempo. Però, il suo parlare ne vivifica il senso e lo rende comprensibile, o meglio: così pare a noi seguendo le parole. Con la donna, è tutt’altra cosa: quello che ci dice è incomprensibile e ostico, duro da digerire come la pietra. Però, mentre con lui ci divertiamo senza pensare, con lei copriamo distanze incommensurabili.
mercoledì 19 maggio 2021
L'isola
mercoledì 12 maggio 2021
P...
mercoledì 5 maggio 2021
La scommessa
mercoledì 28 aprile 2021
Nero
Io commisero, tu commiseri, egli commisera, noi commetteremo, voi commetterete, essi commisero – con questo gioco di parole termina la storia. Ma come inizia? Con un giovane, la cui pelle negra resiste alle intemperie, tanto che può camminare scalzo anche nella città piovosa e notturna. Si veste, nudo fin nell’intimo, d’un impermeabile grigio da agente segreto, e prende l’ultimo tram della notte che lo porti in città: le vie bagnate e nessuna protezione contro il buio, nelle cui ombre si nascondono alberelli e rotaie. Alla fermata, alle prime avvisaglie di civiltà, scende e s’incammina di nuovo verso casa. Il suo nume tutelare è Harry Belafonte, le cui musiche si canticchia internamente mentre scalzo passeggia. Va nudo nell’oscurità, corpo frutto dell’invidia e del desiderio, invisibile ma non a se stesso, scoperto a ogni occhio e attacco, imperturbabile, la mente rivolta ad antichi sentieri. Poi, pensa, le piante dei piedi mi dorranno per giorni. Però si riscuote, ripensa alla savana, alle sabbie brucianti che gli hanno temprato l’epidermide, rendendola come cuoio, a gomma vulcanizzata e ultraresistente: che cosa vuoi che sia un po’ d’umido, il pavé e le rotaie? e la massicciata? Roba da nulla, da bersi com’un bicchier d’acqua. Al diavolo il dolore futuro, mi angustia quello presente. E allora, cammina.
mercoledì 21 aprile 2021
Evento
L’uomo ha la netta sensazione di non essere compreso quando parla. Non che esprima nei discorsi concetti difficili o formuli frasi complicate descriventi ipotesi sconnesse. È proprio per una certa grana o qualità della voce che da qualche tempo la rende incomprensibile, fatto questo non oggettivo in quanto ricavato da un’esperienza raccontata dall’Altro, nel senso soggettivo del termine: quest’Uomo, che pronuncia frasi e parole semplici e quotidiane, ha l’impressione di non essere capito. Il segno che ha di questo è che ogni volta l’interlocutore gli chiede di ripetere ciò che ha appena detto, e questo non una ma molte volte. Talvolta, al telefono, il cui microfono sensibile dovrebbe raccogliere perfettamente le vibrazioni della sua voce, dall’altro capo dicono di disturbi sulla linea quali: fruscii, vuoti, mancanze. L’Uomo è sinceramente colpito da questo fatto, tanto che col passare del tempo gli pare di perdere consistenza, soprattutto per il continuo ripetere quelle frasi che da semplici che erano sono diventate con il ridirle sciocche e insulse, se non inutili. Talvolta, per non ripetere pedissequamente tutto, si costringe a laboriose perifrasi: ciò, lungi dal favorire la comprensione, peggiora le cose. Medita il suicidio, teme di perdere oltre alla solidità anche la ragione. Egli crede che in fondo la colpa di questo sia sua, imputabile a una perdita di consistenza del suo vero essere.