mercoledì 17 giugno 2020

Controscacco

Solo a vederlo in faccia viene da dire è morto, è bell’e morto, è già morto – e altre espressioni simili in cui ciò che varia è irrilevante e ciò che rimane è la parola morto, per la sua faccia soprattutto, una faccia morta, secca come la morte, priva di ogni spinta o movimento, seminascosta da un berretto a visiera che invece ne esalta le caratteristiche, tanto è grave la sua situazione. Lui si difende, ha paura di aver parlato, anche solo sottovoce, movendo le labbra senza emettere suono, dice non ho detto niente, e di solito a questo punto l’altro tace, sperando che capisca che non si tratta di parlare ma di evidenza.
Seguiamolo nei tentativi di uscire da qui, vediamo come si inganna prendendo un corridoio per una scala, un sottoscala per un’uscita o entrata. Fuori, gli si affianca una donna che lo chiama con il cognome giusto ma il nome errato. Lui ancora una volta si difende, prova a correggerla dicendoglielo giusto, ma lei non crede che egli sia chi dice di essere, e continua a trattarlo amorevolmente schiava di quella idea fissa. Egli non s’accontenta, vuole mettere le cose in chiaro, e alla fine lei gli dà ragione come la si dà ai bambini.


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