mercoledì 24 giugno 2020

Uno due

Ci sono due donne: una viaggia in macchina, piena di gente sul sedile posteriore; sono i suoi fantasmi, e come tali ciarlano e scherniscono chiunque salga a fianco a lei, prendendolo letteralmente per il collo. L’altra, invece, abita da sola in una villetta, assolata e solitaria la via, la si può sempre trovare in casa se ci si affaccia al giardino antistante, ma lei non fa entrare nessuno.
Scesi dall’una macchina viene subito voglia di entrare in quella casa, ma lei sta sulla soglia e continuamente respinge. Sono pochi quelli che hanno visto l’interno. Sul sedile a fianco rimangono un libro e un telefono, da prendere entrambi se si vuol rispettare la promessa: due anni senza vedersi con la Uno, un lungo tempo che difficilmente sarà arredato convenientemente, senza sentire il peso dei giorni. In quei momenti viene naturale passare da quella strada e salutare la Due (Uno Due per distinguerle, non per l’ordine), vedere se ha bisogno tanto da far entrare. Sta in piedi all’ingresso, s’informa cortesemente di fatti recenti. Viene voglia di accennarglielo, dei due anni, ma la sua serietà è così completa che si teme di apparire sciocchi. Così, si vedrà di riempire tutto quel tempo in altro modo. Già si ha voglia di tornare.


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