Silenziosi e incomprensibili si avvicinano; già da lontano fanno paura. Li accompagna un rumore agghiacciante, che fa tremare le mani e i polsi.
Sono alti, vestiti di nero, con lunghi cappelli spaventosi. Si muovono silenziosi, accompagnati da Assi di Picche, da bastoni col pomello, e da fiori rossi, con cui si fanno mantello. Un rumore agghiacciante li precede: fate in fretta a rientrare nei portoni, fate in fretta a girar le chiavi, tenete a casa i bambini, non fateli uscire.
Sono alti, vestiti di nero; gli Assi di Picche gridano alle vie la loro vocale; tuniche di fiori rossi coprono le schiene, la loro andatura blocca ogni gesto. Sbrigatevi con quelle chiavi ad aprire i portoni! A chiudere le case! Il loro suono agghiacciante non perdona, e anche se li vedrete di spalle non significherà che non siete perduti.
Sono alti, già da lontano; si intravedono da dietro gli angoli, e i gesti si congelano dalla paura dei loro gesti. Dovere farvi forza, salire ai piani e rinchiudervi dentro; e non guardateli dalle finestre perché il loro sguardo - come la loro vicinanza - uccide. Questo non ricapiterà più, ed è un bene. O un male.
Hanno mani che non si vedono, e occhi nascosti, e questi due segreti bloccano ogni gesto; si avvicinano dondolando come dei sonnambuli, ronzano come biciclette vuote, come modernissimi rubinetti. Che cosa avranno al posto delle mani per reggere i loro bastoni dal pomello d’avorio, per portare in giro il loro Asso con la vocale che urla alle strade vuote? Forse hanno le chele come i granchi? Comunque, fate presto e mettete in salvo i bambini, perché anche se la vicinanza uccide, dopo si continua a vivere.
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