mercoledì 16 novembre 2016

La confusione dei nomi

Ho un gallo grigio, che tengo ben chiuso nella stia, e un gatto ugualmente grigio, che faccio girar libero nell’aia. Devo stare ben attento a maneggiarli perché solo una lettera li distingue. Un gesto dettato dalla fretta o dall’impazienza può rompere le sbarre della gabbia e gettare uno nelle zampe dell’altro; e sebbene sia divertente vederli scappare avvinghiati, così stretti formare uno strano animale mai visto, così stretti che non si sa più chi sia l’uno e chi l’altro, rimettere le cose al loro posto è cosa difficilissima. Non basta, ad esempio, invertire la freccia del tempo, perché l’attimo dello scatenamento è talmente breve da essere impercettibile.

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