mercoledì 21 giugno 2017

Fuori casa

Le urla cominciano non appena si è a letto e le luci non sono ancora spente. Ci si accomoda alla meglio, riparando in un numero maggiore del consentito, magari nello stesso giaciglio; in che modo si potrà superare la note, se già da ora queste urla ci sconvolgono? È necessario affidarsi al contegno dell’ospite, che bene le conosce per una certa quotidiana frequentazione: se egli se ne sta tranquillo non si vede perché non dovremmo imitarlo. Che male ci potranno fare? Ci toccano, ci offendono forse, quelle urla? Esse sono al di fuori della camera, giù nel cortile la cui forma noi non conosciamo - sappiamo a malapena di questo letto.
Questa ignoranza al riguardo ci dovrebbe confortare, come il contegno del padrone di casa: egli sta a letto tranquillo, proprio come sua moglie; perché non dovremmo imitarlo? Le urla, gli diciamo, ci scuotono i nervi. Ma presto finiranno, quelle urla, qualcuno se ne sta già occupando, state giù e dormite -, dice lui; e aggiunge: - Se volete fare l’amore non trattenetevi; siete ospiti, e tali resterete fino a domani. Approfittatene, dunque. Pensate di essere unici, ma da questo letto ce ne sono passati tanti che non ne avete idea: fatelo, dunque, se volete, e con trasporto, con quell’empito che si rende necessario in questi casi disperati. Anzi, fate che le urla vi accompagnino: fermarsi e considerarle è già dirsi che si riferiscono a noi. Lasciatele scorrere e non le sentirete più.

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