mercoledì 22 gennaio 2020

Percentuali

L’indumento, di per sé non differirebbe in nulla da un qualsiasi altro dello stesso tipo, una maglietta bianca. Ma se è illuminato da una certa luce radente, con un’angolazione specifica e riflesso da un vetro o uno specchio, che a sua volta sottosta a certe speciali condizioni di chiarezza, mostra come in un ologramma l’acqua contenuta nel corpo. Movendosi, anche il liquido si muove, come in una brocca di vetro. Novantaquattro, ottantasei o settantaquattro per cento? Arriva di fatto proprio sotto la clavicola, sfiorando le ascelle.
Andare in giro vestiti così mette a disagio: mostrare spudoratamente queste segrete cose, e ad occhi ignoti, è vergognoso, come se uno snudasse l’anima più interna e luminosa e se la mettesse sulla fronte, impedendo allo sguardo altrui di distinguere la faccia del portatore. Muoversi nel traffico cittadino, con quello sciabordare che amplifica ogni movimento, è uno svantaggio: per limitarlo, uno tenderebbe a spostarsi il meno possibile, e con passetti brevi, impercettibili e lenti. Ma anche così, non si riesce a evitare il disagio: spintoni e scosse nella folla non mancano, e il risultato finale è che oltre allo sciabordio delle acque, dà all’occhio anche lo strano comportamento. Se proprio si vuole andare in giro, l’unica è fare come se nulla fosse, puntando in alto lo sguardo, sopra le teste, cercando con la visione periferica un’altra persona che mostri la stessa trasparenza luminosa. Sarà facile notarla, se la si dovesse incrociare: l’acqua colpisce la visione, con quel caratteristico movimento. C’è il caso che, trovandola, il disagio cessi trasformandosi in moda.


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