mercoledì 26 dicembre 2018

Due stati

La materia, nel suo inizio di creazione, assume due stati differenti e successivi. Il primo si chiama protro: in esso, gli atomi ancora indifferenziati si presentano con aspetto di uova di lompo, con la stessa viscosità e la medesima mancanza di carattere, indiscernibili l‘uno dall‘altro. Il nome viene dall’aggettivo protronico, che significa disposto a ricevere una carica elettrica positiva o negativa purchessia. Al mescolamento, la materia in questa condizione è refrattaria a ogni aggettivo.
Il secondo stato si chiama forestina, dal nome dello scopritore DeForest: all’aspetto, nulla pare cambiato. Il mutamento è tutto interno, interiore: ognuno di quegli atomi, ancora somigliante a ciò che era, ha nel nucleo la disposizione al destino che lo formerà, facendolo divenire uno dei novanta elementi della tavola periodica. In questa peculiare condizione, l‘indifferente, pur essendo ancora tale, possiede almeno un destino o fato avverso, una disposizione che la convertirà definitivamente al mondo materiale. Nei due stati nominati protro e forestina la materia è tale solo per convenzione: a ben vedere, essa non è nulla di più che un succedaneo, un agglomerato di sferette indiscernibili l’una dall’altra. Essa assumerà la materialità che la condanna a questo mondo solo superando le due condizioni: non sarà più possibile per essa prendere le cose per puro divertimento. Ogni lettura dovrà avere la condizione dell’intelligenza. Che difficoltà insormontabile, pensare sempre! Pensare, che fatica... Questo è ciò che dovrà fare fino al punto in cui si chiederà, a furia di troppo pensare, che cosa questo pensare significhi, e se non sia meglio un altro modo, un’altra visione, una che l’abitudine al pensiero avrà fatto oramai dimenticare.

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