È un corpo particolare, assume le caratteristiche della luce che lo illumina. Per ottenere questo effetto, si apre il libro alla pagina desiderata e lo si mette sul pavimento. Salendoci su, il corpo prende le caratteristiche dalla pagina su cui i piedi poggiano. Una di quelle pagine illustra un corpo flessibile, ed esso diviene flessibile; un’altra illustra un corpo muscoloso e quello diviene muscoloso; e così via per ognuno dei caratteri illustrati. Nel libro, vi sono rappresentati corpi sani e corpi malati: per sperimentare tutte le condizioni è sufficiente entrare con il piede sulla pagina corrispondente. Non ci sono controindicazioni, né limiti alle trasformazioni che si possono ottenere con questo sistema. Per raggiungere il massimo del risultato il piede deve poggiare sulla pagina, e dall’alto l’illuminazione dev’essere adeguata, in modo che il corpo che si sottopone all’esperimento sia chiaro in ogni parte, senza ombre di nessun tipo. La trasformazione avviene quando tutto è ben illuminato, racchiuso come in un cono di luce, una cabina di forma quasi cilindrica, luminosa, che esalta e protegge il corpo dagli effetti del nuovo sistema.
Ciò che esalta il corpo sono le pagine del manuale, ma soprattutto quella luce che disperavamo di vedere di nuovo. Su questo corpo, sempre in primo piano, abbiamo adesso un vantaggio, rinchiudendo i suoi fattori tra le pagine di un libro. Fattori, certo, come altezza, profondità, spessore, robustezza. Tutte cifre, parametri fissati una volta per sempre in schemi, ognuno per pagina. Che pace aver ridotto questo corpo ingombrante al silenzio. Questo gioco di luci e atomi muterà l’aspetto esterno di un io profondo, ma non potrà cambiare la forma attraverso la quale il reale è veduto: muteranno le superfici, ma il rumore di fondo sarà sempre li stesso.
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