mercoledì 13 febbraio 2019

Quattro


Nella vita coniugale, ci sono quattro fra assenze e pienezze.
La prima pienezza è quando l’uomo si guarda allo specchio, e sotto di lui sorge una donna che sulla faccia ha la schiuma nel punto in cui radendosi l’uomo non l’ha più. Allora i due si stringono come se si ritrovassero dopo una lunga assenza, riconoscendo nell’altro il proprio complemento. Di solito finiscono sdraiati nella vasca da bagno tentando di compiere l’atto che, nella pienezza, non avviene. Non ne avevano voglia, era solo un’illusione.
La seconda pienezza è quando la donna, un’altra, tastandosi davanti allo specchio, il solito, riconosce nel proprio corpo la morbidezza ch’è sua e la durezza ch’è dell’altro. Continuando a guardarsi attraverso il vetro ha l’impressione di compenetrare un corpo che non è il suo, ed è contenta nella fusione di elementi di aver raggiunto, e così vicino, ciò che non le era mai accaduto di avvicinare.
La terza assenza è una casa sorvegliata dalla suocera, dove i figli giocano da soli, e la moglie dice tesoro a una voce al telefono che non è quella del marito, ritto accanto a lei. Se poi sulle scale c’è una scatola di un pigiama per uomini separati, allora è meglio dimenticare tutto e andarsene.
La quarta assenza è un letto vuoto in cui, se al momento è vuoto, ci si può dormire. Socchiudendo la finestra che dà sulla terrazza si sentono battere le dieci da un campanile vicino. Si deve aver cura di portarsi il cuscino dal proprio letto, e abbandonare le coperte non appena torna la proprietaria.

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