mercoledì 22 maggio 2019

Lotto


La sua scienza dei numeri, ma non è nemmeno corretto definirla una scienza, è del tutto personale. Si avvicina con coraggio, quasi con tracotanza, senza mostrare il menomo sentimento, si fa vicina come se volesse dimostrare qualcosa, ma in verità ella non dimostra, fa. Prende i numeri per il collo e li dispone rudemente secondo figurazioni note solo a lei, in guisa di tre, quattro, cinque elementi, concatenandoli in figura di corona e di coppie, ogni numero entrando a far parte di molte strutture consimili, in forma di derivate e corollari.
Ella forma strutture impossibili mediante numeri impossibili: Non ho bisogno di prenderli ordinatamente, dice; e poi: Chi si avvicina alle cifre non deve atteggiarsi come se scegliesse, non deve credere che la scelta sia guidata da un criterio esterno, tutto da interpretare. In altre parole: Non sono loro a comandare, non sono loro a derivarsi l’uno dall’altro; la legge che li governa non si trova all’interno dei numeri, ma sta fuori, superficiale ed esteriore, dettata dal capriccio di chi avvicinandosi decide con quei numeri di fare qualcosa, organizzandoli. Tutto questo, però, non lo dice con le parole. Nella sua visione, la parte migliore sta nell’orgoglio di chi facendosi vicino ai numeri li comanda senza discussioni né indugi né dubbi: I numeri non sono nulla, sono io che li rendo tali. Li prende come se non se ne curasse, come se solo lei sapesse la verità. Lo dice, anche: Non si fa così, non se ne prende uno alla volta come se si scegliesse fra molti, non sono loro a comandare ma io, sono io che li faccio diventare quello che saranno.
Alla riunione, guarda con disprezzo quelli attorno a lei,  convenuti apparentemente per lo stesso motivo; ma lei, senza neanche nasconderlo troppo, li disprezza. Li apostrofa, non direttamente, ma con contegno di chi, avvicinandosi alla cassa per pagare passa avanti ai clienti in fila, come un parvenu. Dice i suoi numeri, pronunciandoli col tono con cui ci si rivolge a vecchie conoscenze, li dice in fila e senza esitare, dichiarando tutte le complesse figure che intende far loro assumere, aggiungendo una giocata inventata da lei sul momento. È così che è diventata ricca, ora i numeri del lotto le obbediscono.

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