La sua scienza dei numeri, ma non è nemmeno corretto
definirla una scienza, è del tutto personale. Si avvicina con coraggio, quasi
con tracotanza, senza mostrare il menomo sentimento, si fa vicina come se
volesse dimostrare qualcosa, ma in verità ella non dimostra, fa. Prende i
numeri per il collo e li dispone rudemente secondo figurazioni note solo a lei,
in guisa di tre, quattro, cinque elementi, concatenandoli in figura di corona e
di coppie, ogni numero entrando a far parte di molte strutture consimili, in
forma di derivate e corollari.
Ella forma strutture impossibili mediante numeri
impossibili: Non ho bisogno di prenderli ordinatamente, dice; e poi: Chi si
avvicina alle cifre non deve atteggiarsi come se scegliesse, non deve credere
che la scelta sia guidata da un criterio esterno, tutto da interpretare. In
altre parole: Non sono loro a comandare, non sono loro a derivarsi l’uno
dall’altro; la legge che li governa non si trova all’interno dei numeri, ma sta
fuori, superficiale ed esteriore, dettata dal capriccio di chi avvicinandosi
decide con quei numeri di fare qualcosa, organizzandoli. Tutto questo, però,
non lo dice con le parole. Nella sua visione, la parte migliore sta
nell’orgoglio di chi facendosi vicino ai numeri li comanda senza discussioni né
indugi né dubbi: I numeri non sono nulla, sono io che li rendo tali. Li prende
come se non se ne curasse, come se solo lei sapesse la verità. Lo dice, anche:
Non si fa così, non se ne prende uno alla volta come se si scegliesse fra
molti, non sono loro a comandare ma io, sono io che li faccio diventare quello
che saranno.
Alla riunione, guarda con disprezzo quelli attorno a
lei, convenuti apparentemente per lo
stesso motivo; ma lei, senza neanche nasconderlo troppo, li disprezza. Li
apostrofa, non direttamente, ma con contegno di chi, avvicinandosi alla cassa
per pagare passa avanti ai clienti in fila, come un parvenu. Dice i suoi
numeri, pronunciandoli col tono con cui ci si rivolge a vecchie conoscenze, li
dice in fila e senza esitare, dichiarando tutte le complesse figure che intende
far loro assumere, aggiungendo una giocata inventata da lei sul momento. È così
che è diventata ricca, ora i numeri del lotto le obbediscono.
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