L’ordine arrivò mentre ero dal dottore. La cura consisteva nell’ascolto di musica scelta da lui, brani diversi a seconda dei casi e della gravità dei sintomi che di volta in volta si presentavano, ma me quella roba non piaceva, così misi su gli auricolari e mi disposi ad ascoltare la mia, di musica, dallo smartphone.
-Non è possibile! -, disse il dottore. -Tu devi avere di certo una liquidazione in atto da qualche grande sentimento, un amore forse…
-Ma mi guardi gli occhi! -, replicai, -sono del tutto asciutti.
-Talvolta non è obbligatorio piangere dagli occhi, basta piangere all’interno, liquefarsi in qualche luogo nascosto, ignoto perfino all’introspezione. Io lo vedo benissimo, qui si stanno distaccando delle isole, trascinando con loro parti di ego inutilizzabili… c’è un grande sconvolgimento, come un ghiacciaio che rovina a valle trascinandosi dietro pezzi di montagna.
Sarà. Comunque, tornando all’ordine, per questo caso volevano un esperto di cavalli. Io un giorno, alla fiera, ne avevo visto uno, così mandarono me. E io mi disposi di buon grado ad obbedire.
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