Conoscete la storia di Macbeth? Era un uomo forte e giusto, ma quando tre streghe gli predissero che sarebbe diventato re, commise i peggiori crimini, finendo per morire lui stesso nell’impresa.
Così è nel tavoliere: va percorso tutto come si percorrerebbe una scacchiera, in modo geometrico e meditato. Ma non basta far così. Le azioni vanno compiute esattamente il giorno 9, dopo lo sganciamento della bomba che ha raso al suolo ogni cosa infettandola di radiazioni: lentamente, con mosse sempre uguali, pedantemente la scacchiera va percorsa tutta, con movimenti di Peano, descrivendo con una linea una figura che copra tutto il piano. Naturalmente, la radiazione ivi sprigionantesi, corrodendo il corpo della pedina, intorpidendolo con succhi nefasti, aumenterà le difficoltà. All’apparenza, quell’ingrossamento provoca piacere: toccandosi, si riesce a sentire tutto attraverso le vesti, che adesso si tendono sotto i muscoli risvegliati dalle emanazioni. Il piacere che si prova a considerare la mutata dimensione del proprio corpo è proporzionato alla morte che, ancora lontana e inimmaginabile, arriverà poi. Ma al poi c’è sempre tempo. Per adesso si va avanti e indietro come buoi che arano. Anche i pochi sopravvissuti che, inginocchiantisi presso are votive autocostruite e preganti i loro lari, sarà dato di incontrare, saranno sottoposti al rigonfiamento radioattivo: i loro corpi saranno impensabili, un paradiso di delizie e di possibilità. In virtù di questo, non sarà raro trovare momenti di eccitazione sensuale, soprattutto se rinnovati dal rinnovellarsi dei corpi – ma di questo sarebbe meglio lasciar stare, che il tempo non è molto e si deve arrivare alla meta prima che il desiderio, gonfiandosi, irrompa nel disegno delle cose e distrugga definitivamente la strada, cancellandola dalla mappa della città rasa al suolo, cancellando il tratto mentale pazientemente ricostruito.
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