Ognuno degli ingredienti del piatto ha, che lo protegge, un fantasma, una ossessione e un luogo. Per affrontare ognuno di quelli ci vuole animo sereno, ed essere pronti a tutto, anche a cose sgradevoli. I fantasmi, infatti, proteggono da intromissioni, stuzzicando il ricercatore con scherzi bislacchi e irritanti, parole aspre e rudi per distoglierlo facendogli perdere la calma: due fratelli gemelli vestiti di stracci, ad esempio, che par che parlino fra loro e invece irretiscono con discorsi vuoti e inconcludenti, fatti apposta per attirare l’attenzione.
Una volta che lo si è messo in chiaro, sarà facile proteggersi, e anzi risponder loro con baldanza e sicurezza, ma senza intenzione, certi di cogliere nel segno. Infatti, anche i fantasmi hanno punti deboli, ma questi non sono evidenti, vanno ricercati con analisi psicologiche sopraffine, e una volta trovati vanno storditi senza pietà. Ma il colpo dovrà essere sicuro, e unico.
I luoghi, invece, sono vostri, e dipendono dal vostro propendere per certi paesaggi: gli elementi si trovano proprio là, ma nascosti, amalgamati al tutto, confusi con quella certa atmosfera che conoscete bene per averla mille volte sperimentata, dal vivo o nel ricordo: ci vuole spirito, per rintracciarli.
Le ossessioni anch’esse sono vostre, e riguardano certi modi di fare che intimamente avete in voi cercato di sopprimere: si tratta di automatismi che mettete in opera ogni volta e a ogni ritrovamento di ingrediente, come ad esempio nascondersi nel bagno di case altrui per curiosare nella farmacia, o usare alcune parole al posto di altre che sarebbero più convenienti.
La pietanza ottenuta con quegli ingredienti, e cucinata con tutte le attenzioni, è particolarmente adatta ad essere offerta. Un cibo simile è utile come dono, da dare alle persone segretamente amate, a causa del lungo tempo e del tanto spazio percorsi entrambi con dedizione e spirito del pericolo nel tentativo di mettere insieme ciò che in origine era diviso, e così selvaggiamente protetto.
Ripulire ogni ingrediente dai fantasmi e dalle ossessioni ha richiesto una gran cura, e non sempre è andata bene, nel modo che sarebbe stato auspicabile. Spesso, l’inciampo si è presentato in modo subdolo, travestito da qualcosa di favorevole. Altre volte, l’inciampo è stato desiderato in quanto unico gradino possibile per passare all’altro lato. Di fatto, il piatto così com’è è immangiabile, e anche dopo cotto non lo sarà meno. Il a eté qu’une tentative, fatto per ammaliarla o conquistarla, nient’altro che un tentativo andato male.
mercoledì 13 gennaio 2021
La ricerca
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