Giallo è il colore del bisogno, dell’urgenza. Il
giallo, se è un vestito che viene indossato, trasforma il corpo che lo porta e
lo riempie di desiderio. Chi guarda quel giallo ne è soggiogato, e subito fa
come i tori che vedono rosso: s’agita e vuole concludere al più presto quello
che sta facendo per spurgarsi di ogni voglia. Il vestito giallo ha un effetto
così dirompente che funziona anche se portato sotto gli abiti consueti. Quel
giallo, fuoriuscendo dai bordi del vestito come un sovrappiù, trasparendo
appena in quell’apparente fettuccia di colore, trasforma l’individuo che
osserva, facendo di costui una bestia e uno schiavo. L’impulso è così forte che
un qualsiasi agitarsi diviene assalto frontale. C’è da non crederci, ma anche una
donna che non ispira brama, non appena si mette quel vestituccio giallo quasi
trasparente, si trasforma, e si fanno follie pur di starle vicino, vicinissimo.
Tutto diviene desiderabile, mantenuto prossimo al corpo come bava: non fa più
schifo, non è più una cosa brutta. Quel giallo è così attraente che le cose
consuete sono diverse e più belle, anche le brutte e ripugnanti.
Affondare nell’amplesso con quel vestito giallo è una
prova che in altri modi è difficile compiere: è un caldo abbraccio da cui ogni
volta, a patto di sapere andare a fondo, si rinasce. Non c’è un interdetto
divino: in quel colore ristagnano tutte le condizioni preliminari dell’essere
umano. Nel giallo dell’abito, e ne esiste infatti uno solo che rende felice la
posseditrice, c’è l’assoluzione da ogni colpa. Al cospetto di quel giallo si
può procedere quasi senza remore.
Tenerlo stretto, mantenerlo retto, per chi non ha il
vestito giallo, è più difficile, quasi impossibile se non ci si rammenta
costantemente di quel colore: giallo, giallo, giallo… ripete la mente per
arrivare a fondo. Per chi l’ha indosso, senza dubbio, è più facile, quasi
agile: si destreggia nella bramosia mantenendola alta, in tensione, sempre
aperta. L’altro, alla fine, soccombe di certo (è impossibile mantenere desta
l’attenzione e contemporaneamente vivere e apprezzare) ma con nel cuore una
certa qual gratitudine, e nello sguardo, come di chi è contento e confida in un
dopo qualsiasi in cui il desiderio e la voglia saranno finalmente soddisfatti.
La paura, per chi non è investato di quel giallo, è necessaria e doviziosa.
Dopo, non è certo che si potrà mantenere l’impegno, ma per il momento l’idea è
sufficiente.
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