mercoledì 13 ottobre 2021

Giallo

Giallo è il colore del bisogno, dell’urgenza. Il giallo, se è un vestito che viene indossato, trasforma il corpo che lo porta e lo riempie di desiderio. Chi guarda quel giallo ne è soggiogato, e subito fa come i tori che vedono rosso: s’agita e vuole concludere al più presto quello che sta facendo per spurgarsi di ogni voglia. Il vestito giallo ha un effetto così dirompente che funziona anche se portato sotto gli abiti consueti. Quel giallo, fuoriuscendo dai bordi del vestito come un sovrappiù, trasparendo appena in quell’apparente fettuccia di colore, trasforma l’individuo che osserva, facendo di costui una bestia e uno schiavo. L’impulso è così forte che un qualsiasi agitarsi diviene assalto frontale. C’è da non crederci, ma anche una donna che non ispira brama, non appena si mette quel vestituccio giallo quasi trasparente, si trasforma, e si fanno follie pur di starle vicino, vicinissimo. Tutto diviene desiderabile, mantenuto prossimo al corpo come bava: non fa più schifo, non è più una cosa brutta. Quel giallo è così attraente che le cose consuete sono diverse e più belle, anche le brutte e ripugnanti.
Affondare nell’amplesso con quel vestito giallo è una prova che in altri modi è difficile compiere: è un caldo abbraccio da cui ogni volta, a patto di sapere andare a fondo, si rinasce. Non c’è un interdetto divino: in quel colore ristagnano tutte le condizioni preliminari dell’essere umano. Nel giallo dell’abito, e ne esiste infatti uno solo che rende felice la posseditrice, c’è l’assoluzione da ogni colpa. Al cospetto di quel giallo si può procedere quasi senza remore.
Tenerlo stretto, mantenerlo retto, per chi non ha il vestito giallo, è più difficile, quasi impossibile se non ci si rammenta costantemente di quel colore: giallo, giallo, giallo… ripete la mente per arrivare a fondo. Per chi l’ha indosso, senza dubbio, è più facile, quasi agile: si destreggia nella bramosia mantenendola alta, in tensione, sempre aperta. L’altro, alla fine, soccombe di certo (è impossibile mantenere desta l’attenzione e contemporaneamente vivere e apprezzare) ma con nel cuore una certa qual gratitudine, e nello sguardo, come di chi è contento e confida in un dopo qualsiasi in cui il desiderio e la voglia saranno finalmente soddisfatti. La paura, per chi non è investato di quel giallo, è necessaria e doviziosa. Dopo, non è certo che si potrà mantenere l’impegno, ma per il momento l’idea è sufficiente. 

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