mercoledì 6 ottobre 2021

Il nome dell'Imperatore

Il giovane imperatore antico romano si controlla il viso allo specchio. Ha deciso di radersi per acquistare in personalità, ma le sue ghiandole non producono peli a sufficienza da rendere apprezzabile un taglio di quella portata. Togliere i baffi è utile se si può lasciare una barba a far da contorno e risalto: per il giovane imperatore non è così. Tagliandosi i baffi non fa che svilire il proprio volto, lasciandolo in balia di quattro peli inutili su una brutta pelle pallida e malaticcia. È un vizioso, l’imperatore, non ha nemmeno tredici anni, e già il difetto traspare da tutto l’atteggiamento della persona, non solo dal viso.
Piccolo, gobbo e denutrito, egli non possiede quel carisma che sta cercando disperatamente di ottenere tagliando via una parte di peli del viso, richiamandosi ai suoi predecessori: ogni gesto che fa rivela una piccineria d’animo indegna di un imperatore, a cui il taglio della barba fa un baffo. Ci vorrebbero altre e radicali trasformazioni, anche nell’abbigliamento, nell’acconciatura e nella pulizia, che lascia molto al desiderio e poco all’azione. Puzza, questo mezz’uomo, e non solo nel corpo. Puzza di sospetti e di debolezze – un taglio dei baffi riduce quel volto a una macchia grottesca, poco vezzosa per il tentativo di esserlo, ancora più ripugnante del dovuto.
-Che fare? -, si chiede disperato, ormai senza più barba né baffi. La veemenza con cui ha operato, dettata dalla disperazione, ha trasformato tutto, e non in meglio.
A chi glielo chiede non dice il suo nome, ma altri, sempre diversi: Quello vero, dice, mi è stato usurato, anzi usurpato, e ora non lo posso più sentire senza provare un moto di disgusto. Così, dico altri nomi: non è per mettermi una maschera, i nomi che vi dico essere i miei lo sono davvero, sono il nome con cui in quel momento voglio sentirmi chiamare da voi. Sapeste quanto è dolce sentirsi chiamare con un nome che voi stessi avete donato all’interlocutore, sul momento e con ispirazione. Quel nome è una scelta profonda, ben meditata. Così, a ognuno dice e dà un nome diverso, e ognuno lo chiama con quello. Poi, quando scoprono che non corrispondono, gli danno del bugiardo, ma lui scuote la testa pieno di compassione.

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