La strada è un pentagramma su cui le persone sono note
musicali, a gruppi o solitarie, movendosi a tempo con la musica interiore che
accompagna la scena. Talvolta, il flusso s’inceppa rispetto a un gruppo di
notine curiosamente raggruppate proprio là dove s’immagina dovrebbe esserci una
pausa o almeno qualcos’altro. Si prova a scavalcare l’imprevisto ma nulla pare
avere ragione di quell’inaspettato, neppure una forzata distrazione dello
sguardo. Allora, fatti pochi passi trascinati dal tempo musicale, si torna
indietro per cercare di risolvere quel nodo.
Si scopre così che quelle note bambine sono in attesa
di un’altra e più grande nota sicuramente in una tonalità amica o contrastante
per accordarsi fra loro e con essa, e mutare di posto e ragione: una specie di
passaggio obbligato o strettoia, in cui gli eventi si trasformano prefigurando
l’inaspettato, che poi sempre felicemente si risolve.
Infatti, ecco la nota che scioglie il gruppo, tutta
affannata perché in ritardo, o almeno così parrebbe se non andasse a tempo;
potrebbe anche essere uno scherzo. Così, il flusso sonoro può proseguire, per
poi interrompersi più avanti, per via di un trillo ostinato che ruzzola giù per
la via rischiando di farsi male. Di nuovo, tutto rallenta fin quasi a fermarsi
(di fermate vere e proprie non è ancora il momento di parlarne): si controlla,
si medicano i feriti, si cerca di rappezzare quel che rimane per proseguire
almeno senza dare nell’occhio. Bene, si va, ancora un po’ e ci siamo. Una
musica, per quanto bella, è sempre una serie di punti neri disposti a formare
un disegno simmetrico, pieni e vuoti che si ripetono nello spazio. Seguire quel
ritmo è necessario per proseguire: la fantasia viene in aiuto nell’indovinare
la successione là dove un imprevisto l’ha cancellata. La carrozza va fuori
strada, il conducente capitombola, fortunatamente nessuno si ferisce.
L’intuizione lo abbandonò nell’istante più difficile, cioè nella ripresa della
corsa dopo l’interruzione. Ma ora, grazie a Dio, tutta la pace pare
riacquistata, andiamo avanti sicuri e saldi. Ma la fine non si vede ancora, c’è
molta strada da fare.
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