I diavoli, scarto dell’umanità, presero la parola e il
microfono, e da allora parlano sempre, tanto che ormai per noi è impossibile
distogliere l’orecchio da quel rumore di fondo che è il chiacchiericcio. Adesso
che sono al potere non scompariranno più, saremo noi a soccombere. Non abbiamo
altro modo.
I diavoli, com’è noto, non sono extramondani, ma
perdurano in una scipitaggine incoerente e maestosa: si sentono degli iddii e
non sono che feccia. Non se ne accorgono, forse, o forse sì, visto che parlano
incessantemente. Il loro parlare continuo ci annichilisce. Forse vogliono renderci
uguali a loro: magari in questa condizione di eguaglianza riusciremmo a
batterli loro malgrado. Ma a che pro battersi con loro quando anche noi ci
saremo ridotti a scarto del mondo? Gli diciamo: Tutti voi avete quattrocento
anni a testa, tutti insieme fate millenni, e ancora girate qui d’attorno come
se aveste da controllare tutto, e noi qui che stiamo in attesa ai confini,
guardandovi di lontano, aspettiamo il momento in cui schiatterete. È tanto che
aspettiamo, e ancora non è successo, anzi: voi state ancora a controllare,
ormai ciechi e sordi, quello che non sentite più, ripetendo a guisa di
borbottio le stesse frasi, le stesse identiche frasi che diceste quel giorno in
cui arrivaste qui prendendo possesso di ogni cosa, di ogni piccola cosa.
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