Fammi
posto nel letto, le diciamo; sgombra il campo da inutili felini, animali da cui
non ci si può liberare una volta che li si è fatti entrare in casa: invadono il
tuo letto e brulicano negli interstizi fra le persone, come fra te e me che da
questi animali siamo impediti, divisi in un abbraccio che dovrebbe essere
naturale e invece non lo è, sempre procrastinato, come se esso non dovesse
esistere fra noi, come se questo spazio non si potesse annullare, comprimendo
in se stesso tutte le miriadi di felini che fra noi brulicano, installandosi
nella ferita i cui bordi noi rappresentiamo, un bubbone che è scoppiato
liberando tutti questi felini inutili. Ma lei, con parole buone e comprensive,
dice che non è più il tempo di chiudere i lembi. È passato di tempo, dice.
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