mercoledì 9 maggio 2018

Rosa


Sono molte, le tonalità di rosa reperibili in natura: rosa sabbia o rosa corallo, rosa pietra serena o rosa roccia, rosa arbusto o rosa gemma, rosa collo-di-tacchino o rosa penna-di-fenicottero. I nomadi hanno la pelle d’un color rosa: ha il tono che è suo, e che è determinato dal fatto (per ognuno di quei nomadi) se stia venendo dal mare o dalla montagna, e verso dove di stia dirigendo, se verso l’interno del paese o verso le coste, e dal punto preciso del suo viaggio.
Ognuno dei viandanti, da quel tono di pelle, si distingue dagli altri, conoscendo precisamente da quel punto di colore il punto del viaggio che sta compiendo. Non tutto al nomade è possibile determinare, ma di quel poco tutto lo interessa, soprattutto in merito agli Altri, dipendendo la verità di quel viaggio dalla particolare sfumatura di rosa.
Ognuno di loro, a seconda se venga dal mare o vada alla montagna, e in che modo attraversi il deserto, ha un tono di rosa che fa razza a sé, intendendo con ciò che è solo, egli, nel viaggio di andata o di ritorno. Le migrazioni disegnano frecce nello spazio, e lunghe tuniche coprono i corpi, tanto che fra loro non possono riconoscersi. Per capire chi sono e comprendere a quale livello appartengano, si scoprono il polso, sollevando la manica, mostrando la pelle fra il risvolto e il guanto. Il colore della pelle dimostrerà ciò che vi è da sapere.
Solo, non ci deve essere del grigio, in quella dimostrazione. Se c’è, allora è uno straniero o un malato, e come tale non appartiene al consorzio umano.

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