mercoledì 26 settembre 2018

Nietzsche for beginners

Tu conduci i tuoi amanti in giro. Quando tu schiacci il loro corpo con il tuo, che occupa tutto il letto ed è pesante e massiccio, tieni forse in pugno anche la loro mente e il loro volere? No, ed è sufficiente allentare un po’ la presa per vederseli sfuggire. Il tuo amore non si ciba di nulla di più di questo, e se di questo tu vivi devi imparare che in ogni istante ti può essere tolto.
Sentire la loro pochezza ti eccita, e non la loro devozione. Questa appare ogni volta che offri loro un gelato o una bibita. Non servono, per piegarli a tuoi voleri, e anzi non si capisce nemmeno, a questo punto, che cosa significhi per te piegare uno ai voleri di un altro: è forse un sentire di potenza, quello che cerchi? Ogni giorno vai a morire e la tua fede non ti basta.
Lo si dovrebbe scrivere a lettere di fuoco, quel credo, su quel corpo che tu ostenti cercando al contempo di nasconderlo, di fuoco o di sangue, per fartelo imparare, per rendere quello scritto, tramite il dolore, vivo e vigente, per rendere visibile quella verità che tu sempre ricerchi nei fugaci contatti con i tuoi amanti. Di una vera fede si ha certezza se è stata divorata e digerita: per far ciò, ci si deve avvicinare fin quasi a combaciare. Se ci si avvicina, si ha la fede a prezzo dello sporcarsi; di lontano, non ci si ustiona ma non si ha credenza.

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