Tornando a casa dal lavoro, badate bene che nessuno vi scorga rientrare; sgattaiolate nell’andito e poi nell’ascensore per non farvi vedere. Anche avvicinandovi a casa, restate nel cono d’ombra delle luci di strada: siete in mutande, non è conveniente farsi vedere. Rasente i muri, negandovi a tutti, riconquistatevi. Niente segni di elastici.
D’improvviso, i pianerottoli si riempiono di gente: sono i vicini che vi fanno le feste al rientro; si accavallano ad ogni piano davanti alle porte dell’ascensore, battendole e vociando per richiamare l’attenzione o esprimere gioia.
- Elevatevi, elevatevi -, dite; - giungerò al piano in cui non ci sarà nessuno ad attendermi o a farmi festa. Allora, potrò uscire; per adesso, non posso che andare su è giù nella speranza che essi si stanchino.
Fermate, allora, l’ascensore a metà, fra l’uno e l’altro piano, e rovistate nella borsa, se per caso avete un paio di pantaloni da mettervi; anche se non saranno alla moda riusciranno a coprirvi le vergogne e non mostrare le vostre rinsecchite gambe-di-cicogna. Spiate nella fessura della porta per trovare un punto in cui non sarete osservati mentre lo fate. Vedete i piani che scorrono da sotto in su, state ben attenti a non fermarvi al piano, che le porte si aprirebbero senza alcuna discrezione; oppure, sperate che si stanchino presto e che rientrino nei loro alloggi, visto che al braccio non avete che una sporta vuota, o piena di disutili cose.
Finalmente al sicuro dietro la porta di casa vostra, rivestiti e pronti ad accogliere chiunque, scoprite che le stanze dell’appartamento sono occupate dai vicini, tutti svestiti, in mutande o addirittura nudi, tutti che occupano lo spazio che credevate di possedere appieno. Dove vi rifugerete, adesso?
In salotto, dove un’antipatica e chiacchierona signora vi attende per comparare la sua amnesia con la vostra. Raccontatele, per discolparvi, di quella volta in cui, mentre vi cambiavate i calzini nel bel mezzo della via, e stava anche cominciando a piovere, un tipo vi chiese a bruciapelo (Piove, disse lui, e io non ho vergogna né imbarazzo né mi confondo nei movimenti) quale fosse l’autobus per la periferia sud, e voi rispondeste subito dando l’informazione giusta, quasi senza pensarci - ci pensaste, certo, ma questo non si dice né si racconta.
Raccontatele tutto da capo, un’altra volta, che forse non ha capito il grado della vostra prontezza di riflessi. Quel signore in loden che voleva l’informazione sembrava il re del mondo, e non sapeva una cosa così semplice. Ditele che voi, a piedi nudi e con la pioggia battente, non esitaste un istante e gli deste il numero giusto senza indugi né balbettii. Non servirà a nulla: andandovene, proprio mentre sta entrando la figlia, lei le dirà della vostra smemoratezza.
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