mercoledì 24 luglio 2019

Vademecum


L’uomo se ne sta seduto in una cantina, provvisto di ogni bene a lui consono, armato di un prontuario dalle mille e mille pagine che si dividono in spessore all’infinito e che risponde a ogni dubbio. Tu, che vivi nel mondo di sopra, se hai una domanda, avvicinati a lui, forse saprà darti la risposta. In ogni caso, è l’unico che può farlo. Talvolta, capita che sia lui ad avere qualche curiosità sul mondo di sopra, e ti porrà delle domande, ma non con il vezzo tipico di chi vuol sapere, ma con curiosità beffarda, come uno che debba rinfrescarsi la memoria su un fatto noto, come se volesse rendersi conto di qualcosa che sul momento gli sfugge.
Rispondendogli, lui punteggerà le tue parole con esclamazioni, dandoti schiaffi e carezze: sono gesti per lui indispensabili, cose a cui non pensa, a cui non dà importanza. Se non vuoi che lo faccia, diglielo.
Quel suo prontuario talvolta difetta e non trova risposte, nonostante lo sfogli avanti e indietro. Egli lo apre ogni volta nel mezzo, a metà volume, scorrendo le pagine centrali, forse perché le cose che più si cercano sono proprio nel mezzo, e non solo figuratamente. Questa volta, appunto, non ostante lo sfogliare, la risposta cade al di fuori di quelle pagine centrali, e allora si affida alla memoria. Però è una memoria labile, camaleontica: quella memoria assume tutte le caratteristiche del richiedente, volgendosi tutta a soddisfare quella richiesta in ogni modo, dando in risposta quello che più aggrada a scapito dell’oggettività. Ma questo è un difetto facilmente emendabile, se lo si tiene presente.

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