L’uomo se ne sta seduto in una cantina, provvisto di
ogni bene a lui consono, armato di un prontuario dalle mille e mille pagine che
si dividono in spessore all’infinito e che risponde a ogni dubbio. Tu, che vivi
nel mondo di sopra, se hai una domanda, avvicinati a lui, forse saprà darti la
risposta. In ogni caso, è l’unico che può farlo. Talvolta, capita che sia lui
ad avere qualche curiosità sul mondo di sopra, e ti porrà delle domande, ma non
con il vezzo tipico di chi vuol sapere, ma con curiosità beffarda, come uno che
debba rinfrescarsi la memoria su un fatto noto, come se volesse rendersi conto
di qualcosa che sul momento gli sfugge.
Rispondendogli, lui punteggerà le tue parole con
esclamazioni, dandoti schiaffi e carezze: sono gesti per lui indispensabili,
cose a cui non pensa, a cui non dà importanza. Se non vuoi che lo faccia,
diglielo.
Quel suo prontuario talvolta difetta e non trova
risposte, nonostante lo sfogli avanti e indietro. Egli lo apre ogni volta nel
mezzo, a metà volume, scorrendo le pagine centrali, forse perché le cose che
più si cercano sono proprio nel mezzo, e non solo figuratamente. Questa volta,
appunto, non ostante lo sfogliare, la risposta cade al di fuori di quelle
pagine centrali, e allora si affida alla memoria. Però è una memoria labile,
camaleontica: quella memoria assume tutte le caratteristiche del richiedente,
volgendosi tutta a soddisfare quella richiesta in ogni modo, dando in risposta
quello che più aggrada a scapito dell’oggettività. Ma questo è un difetto facilmente
emendabile, se lo si tiene presente.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.