mercoledì 30 ottobre 2019

Shock


L’incrocio di strade è indiscutibilmente reale, nel senso di cosa ben formata e percepibile. Vi è un attraversamento pedonale, e sul lato opposto un giardinetto ombroso d’alberi ricavato dalla particolare conformazione delle strade, che si connettono lasciando un largo spiazzo trasformato in luogo ameno, facendogli perdere quel carattere cittadino che tanto nuoce agli alberi. All’altro angolo vi è una casa di cura, riconoscibile attraverso le foglie e i rami per il carattere austero delle finestre. Il passaggio pedonale, provvisto di semafori, conduce a una via più stretta della piazza, ma pur sempre alberata.

Arrivare fin lì, non è chiaro come si possa: di sicuro è necessario perdere un momento il controllo di sé. Stordendosi o distraendo l’attenzione guardando fuori, come quando si segue un pensiero così attentamente che l’occhio non vede più dove sta andando, o come quando un dettaglio ci attrae così tanto per un attimo così violento che si perde la connessione con se stessi – ecco, così facendo, ci si ritrova lì, e da quel punto non si sa più né cosa fare né come andare avanti. Però, è un bel posto, fa sempre piacere tornarci. Se bastasse perdere la bussola per arrivarci, lo faremmo più spesso, ma quel sistema non porta sempre al risultato.

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