mercoledì 22 aprile 2020

Enigma

La città di mare si dipana lungo un’immaginaria linea che segue l’asse cardinale est-ovest, lungo la costa. Le strade, come accade nei dendriti, conquistano lo spazio circostante, assai ridotto per la vicinanza al mare della catena montuosa, quasi a ridosso delle acque. Il poco spazio disponibile ha fatto sì che quelle strade venissero su tortuose, quasi ripiegate su loro stesse; in verità, la tortuosità era apprezzabile soltanto se si osservava la città in una carta topografica. Percorrendo quelle vie si aveva infatti, e contrariamente a ciò che si potrebbe aspettare, un’impressione di spaziosità non comune. Le ampie strade, trafficate, davano vita all’intero luogo, trasportando gli abitanti in ogni dove, là dove il dovere e il desiderio volevano condurli. Che cosa importa sapere il percorso del filobus 37 quando si sa che porta a casa e ha il capolinea davanti al Palazzo delle Poste, tutto marmi colonne e bassorilievi? Così tutti gli abitanti agivano, nei confronti di quella loro città dai segnali chiari e univoci, dove era tanto semplice vivere: là, passavano i giorni con gioia e senza darsi pensiero alcuno, se non delle loro faccende, che dovevano di certo essere private e personali, anche se nessuno ne fece mai parola; di certo, neanche turbarono il tranquillo andamento delle cose.


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