mercoledì 8 settembre 2021

La casa

La parte sporgente della casa d’angolo poggia su un palo di sostegno. A quella, corrisponde all’interno un salottino e una scala a chiocciola costruita con il metodo delle stecche retrattili, dispositivo ben conosciuto da tutti gli ombrellai del pianeta. La scala, poggiando su quelle sbarre telescopiche di ferro, è instabile, e la pressione esercitata ogni volta che la scala è discesa, provoca una perdita del rivestimento del palo di sostegno. Essendo di legno, gli occupanti si riferiscono a quella come “la perdita del legname”. -A quanto è oggi la perdita del legname? -, è un’osservazione in forma di domanda molto spesso ripetuta.
È una casa molto raccolta, di tre o quattro stanze senza finestre, molto fresche, snodantesi attorno al centro comune di quella stanza sporgente: se il palo fosse lo stelo, il salottino sarebbe il centro del fiore e le stanze i petali. Un ascensore conduce direttamente dal basso all’appartamento, senza passare per le scale comuni. Anche la scala a chiocciola è separata dal resto. In effetti, pur essendo incastonata nel palazzo, quella casa resta isolata dal tutto, indipendente e autosufficiente.
Il capofamiglia è un uomo pacato, forse un commerciante o un impiegato, che tiene le chiavi di tutte le stanze, anche dell’ascensore. Sua moglie ha l’aria invecchiata e robusta di una contadina sovietica, di quella ha anche il grembiule grigio e il fazzoletto in testa. La donna è dimessa quanto l’uomo è paziente, ma entrambi paiono dotati di una grande forza, che forse gli viene dal vivere così isolati dal resto. Le loro stanze, annodate al perno della scala a chiocciola, sono fresche e accoglienti, quasi senza odori.

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