Ella beve d’un fiato l’acqua nel bicchiere, e una mosca le rimane impigliata fra le labbra. Non sa ancora che è un insetto, crede che sia un velo di polvere sull’acqua ferma, se ne accorge soltanto sputando via l’impaccio. Nel farlo, si sente così piena di sé che il corpo le rifiorisce di desiderio. Che altro fare, si dice, se non sentirselo pieno e pesante, con la carne che preme sui vestiti attillati come una fasciatura che si scombina al più piccolo movimento. Ecco, con una piccola torsione del busto scopro alcuni centimetri di pelle. Uscirò subito in strada per sentire ancora gli sguardi su di me che mi spogliano – è l’unico modo per non morire, ora che ho visto la mia anima volare via come una mosca. Ma era davvero la mia anima o era un’oppressione? Forse era un’impressione.
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