mercoledì 1 dicembre 2021

Gli anni

Gli anni, adesso, si vendono, ma solo quelli trascorsi, in due formati: l’uovo, pesantissimo e pieno di sabbia o ghiaia, o il classico libro, in formato guida turistica, pieno di nomi e date. Quando ci si avvicina allo scaffale, per prima cosa sperimentiamo il peso eccessivo dell’uovo: per comodità diciamo che sono uova di sabbia, sabbia del tempo forse, o di una clessidra, o di ghiaia, ma non si sa che cosa ci sia dentro, né se siano organiche; di certo, contengono un anno, quello stampigliato sulla fascetta che stringe il guscio, stampigliato in eleganti caratteri bastone su un fondo blu notte. Ma, aprendolo, non si sa che cosa farsene del contenuto. Si cuoce, si mangia? si rovescia sul pavimento? Il libro, invece, offre ugualmente un anno, ma con più appigli: lo si sfoglia come un repertorio di voci, in cerca della rubrica giusta, del nome desiderato, della data ambita. Una volta finita la consultazione, la curiosità si spenge e lo si ripone insieme agli altri libri, non di anni. È strano come, di questi annuari, se ne acquisti sempre uno, e uno solo, quello dell’anno di nascita: non ci è ancora chiaro che di quell’anno nulla sappiamo, perché ancora facciamo parte dei non-nati. Sarebbe più normale sceglierne un altro, il settimo o l’ottavo a partire da quello, quando, essendo già provvisti di memorie, potremmo confrontarle con quello che vi è scritto. Se ne acquista uno, uno solo, per l’inutilità, o forse perché visto uno visti tutti. Non si sente il bisogno di accumulare. Talvolta, non lo si compra neppure, lo si sfoglia un po’, poi lo si ripone sullo scaffale, accanto alle verdure o alle carni. La scelta cade sempre sull’anno di nascita perché quella cifra esercita in noi una incoercibile attrazione. Da essa siamo ispirati, e a torto: che cosa ne sappiamo? È solo l’abitudine che ce la fa preferire. La verità, per quanto ci si sforzi, va sempre in quella direzione, perché non si può far altro.
Per l’uovo, forse, sarebbe diverso. Ma sono pesanti, intrasportabili, e poi non si sa che cosa farsene, più del libro: di decifrare i granelli di sabbia nessuno è capace. E poi, chi lo dice, potrebbe anche solo trattarsi di un uovo, da usare come una palla, lanciandoselo l’un l’altro senza mai farlo cadere.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.