mercoledì 3 marzo 2021

L'ospite

All’arrivo dell’ospite, è una moltitudine. Sono i fantasmi, quelli che lo accompagnano e quelli che noi vediamo in lui: alcuni sono riconoscibili per come parlano, altri per dettagli fisici, ma la maggioranza di quelli fa massa e volume, riempie le stanze via via che egli avanza dentro casa, conquistandola tutta con una presenza silenziosa ma ingombrante, tanto che già prima che arrivino tutti, in casa non ci si può muovere senza urtare qualcosa. Sono fantasmi maleducati, si mettono subito all’opera compiendo i gesti predeterminati, a cui sono avvezzi da tempo. Occorrono forse degli esempi, per capire meglio: c’è quello così detto fantasma della pallavolista, gambe lunghe, schiena dritta, non la si vede mai in faccia. Questo fantasma subito si cambia d’abito appena giunto, come se fosse in uno spogliatoio, anche se di cambiarsi non c’è necessità né urgenza. C’è poi il gioviale, che arrivando saluta tutti con gran strette di mano, mano a cui non toglie il guanto, vezzo strano e scortese, e che una volta salutato critica fortemente ogni cosa, anche la più insignificante e non notata. C’è poi il nonno di famiglia, vero patriarca, con i denti mancanti e le gengive nere, vestito con abiti d’altri tempi, che tutto pare indagare e dissentire, e non dice mai una parola né un sorriso. Arrivano in massa, conquistano i posti a sedere al tavolo (è quella, la meta inconfessata) pronti ad afferrare un piatto e mettersi a mangiare, dopo averlo riempito con una cosa qualsiasi, una a caso, pur di soffocarmi.

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